Una web survey per progettare la conciliazione smart

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Questo articolo è comparso sul Corriere della Sera del 22 dicembre 2012 e potete leggerlo qui.

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Il Distretto della Conciliazione: una palestra per la smart city

È il 22 dicembre. Oggi ci siamo svegliati nel primo giorno dopo la fine del mondo. La buona notizia è che ci sono dei sopravvissuti: tutti. Ma un piccolo funerale ieri c’è stato: è tramontata l’epoca delle illazioni e si è fatto un piccolo passo importante verso la realizzazione concreta di Brescia Smart City. Poco prima di pranzo, infatti, nella sala consigliare di Palazzo Loggia AIB Femminile plurale, CISL, CNA, Confartigianato, Confcooperative, UCID, Forum delle famiglie, l’ente Spedali Civili e il CUG, ACLI, l’MCL, la Provincia, il COPAM, varie associazioni e cooperative hanno tutte sottoscritto l’atto che costituisce il cosiddetto Distretto della Conciliazione. Più o meno, si tratta di un censimento continuo, complesso e integrato di tutto ciò che rientra nel grande tema della conciliazione e dei tempi di utilizzo della città. Un concetto difficile da inquadrare, ma che ognuno di noi ha sperimentato nel suo piccolo ogni volta che si è trovato a dividere lo stesso ambiente quotidiano con altre persone. Quando vuole semplificare al massimo il concetto, l’assessore Claudia Taurisano fa l’esempio del bagno di casa: la mattina in famiglia abbiamo tutti fretta e dobbiamo prepararci alla giornata ognuno a modo suo. E il bagno è proprio la stanza che, dovendo tutti utilizzare, finisce per unirci (fisicamente) e dividerci (scontrosamente). Certo: la città non è certo un bagno; ma il concetto calza. Il tempo non è un valore in sé e difficilmente riusciamo a quantificarlo poiché non ne abbiamo consapevolezza. Ma acquista un valore nel momento in cui lo spendiamo in attività o relazioni appaganti; o, al contrario, lo sprechiamo in attività inutili. Cambiare la città dando valore al tempo dei suoi cittadini è una manifestazione di rispetto, prima che di smartness. E dietro l’iniziativa che ieri è stata presentata in Loggia si nasconde un metodo di lavoro sperimentale affatto smart. Il Distretto della Conciliazione, si è detto, è un censimento. La sua attuazione, nella prima fase, sarà effettuata attraverso una web survey, ovvero un questionario online che vuole “dar voce” all’utente. Questo tipo di indagine non raccoglie quindi solo dati statistici, ma si focalizza sulla discrepanza tra aspettative e soddisfazione, cercando di definire una vera e propria scala della felicità. A questa indagine si è arrivati dopo una serie di workshop che sono serviti da punto di incontro tra le realtà aderenti, per elaborare un linguaggio condiviso, far emergere i bisogni e definire le responsabilità di ognuno sui temi della conciliazione. Concretamente, il questionario sarà consultabile on line dai primi giorni di gennaio e, dopo un mese di presidio e promozione, i risultati saranno restituiti nell’ultimo workshop dell’8 febbraio 2013. Due sono le vere vittorie di questa operazione. La prima, meramente statistica, è quella di una raccolta complessa e massiva di dati ad oggi inesistenti sui modi in cui i residenti e i city users (circa 50mila adulti che ogni giorno utilizzano la città per impegni di lavoro, formazione, sanità o altro). La seconda, più responsabile, è quella di aver sensibilizzato una complessa rete di realtà su un’infrastruttura immateriale quale il tempo di tutti. Con la creazione del distretto, in tanti hanno affermato che la vivibilità è un valore su cui vale la pena investire. Un ultimo appunto: presso l’URP del Comune di Brescia per tutto il periodo di attivazione della web survey sarà disponibile un computer in rete e personale di riferimento per la compilazione guidata. Perché per essere davvero dei cittadini smart ciò che conta davvero non è saper usare bene la tecnologia, ma aver voglia di partecipare alla progettazione della città.


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