Nov 1 2016

Come il web ci sta cambiando

Caucasian woman using cell phone in bed

Caucasian woman using cell phone in bed

Ho sostenuto anche io, per anni, che l’uso che fai di internet dipende dalla persona che sei.
Poi sono diventata mamma.
Osservando i miei figli, mi è sempre più chiaro che non solo la distinzione tra reale e digitale (che ancora fatico a superare) è inadeguata e insulsa, ma anche che la rete non è un ambiente neutro, che la socialità digitale comporta adattamenti nel comportamento e nella relazione di cui non sono in grado di prevedere le conseguenze.
Pur essendo di natura una persona ottimista e praticando per lavoro gli scenari di progresso che la tecnologia e la rete portano con sé, non posso fare a meno di provare un fondo di inspiegabile e indefinibile preoccupazione per il mondo che arriverà entro 15/20 anni, in cui i miei figli adulti mi parranno forse ben più distanti di quanto non siamo oggi io e i miei genitori. Internet non è uno strumento come gli altri perché la relazione mediata tra le persone comporta dei mutamenti anche nell’etica, nella morale e nella politica (che è l’espressione pubblica del nostro modo di immaginare il futuro).
Nei giorni scorsi su Avvenire, Antonio Giuliano ha posto alcune interessanti domande sul futuro della società in rete allo psichiatra Tonino Cantelmi. Qui sotto trovate la versione disponibile anche nel web.

È particolarmente interessante per me l’accento che il prof. Cantelmi pone su due dimensioni della persona: la relazione con lo spirito e la relazione con l’altro. Da un lato, il web confonde Continue reading


Nov 4 2014

Le regole del feedback

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Questo post lo trovate anche sul sito del Corriere della Sera a questo link.

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Dai, ormai lo sapete: io sono un’entusiasta della dimensione social della rete. Se sono sincera, sul web interagisco con gli altri molto più che nella vita reale. In rete io faccio di tutto: chiatting (cioè chiacchiero per iscritto), twitting (ovvero: scrivo sms che poi rendo pubblici), blogging (questo è facile: lo sto facendo proprio ora), bidding (ossia partecipo alle aste on line), shopping (questa mi rifiuto di spiegarvela), booking (cioè acquisto od opziono biglietti, alberghi, ingressi e tutto ciò che richiede una prenotazione), partecipo a campagne di crowd founding (cioè acquisto in anticipo prodotti o servizi che mi convincono sulla carta).
Questo però è il web social che non prevede sostanzialmente interazioni oltre lo schermo. Puoi essere gentile e corretto, possiamo diventare amici, magari posso diventare tua follower (un fan interessato ai contenuti che pubblichi in rete), o viceversa.
Però esiste anche un web social in cui dopo la prima interazione virtuale ci si incontra anche nel reale. E io faccio pure quello con lo stesso entusiasmo. Ad esempio, faccio couchsurfing (presto il mio divano o posti per dormire nella mia casa e chiedo ospitalità quando viaggio), scelgo offerte airbnb (cioè prenoto posti dove alloggiare che non sono strutture ricettive tradizionali) e faccio carpooling (ossia condivido la macchina quando viaggio offrendo e/o chiedendo passaggi).

Se state pensando che lo faccio perché voglio risparmiare, avete perfettamente ragione: il web fa risparmiare, e questo è un fatto. Non sono una ragazza ricca e con questa evidenza ho dovuto far pace molti, molti, molti anni fa. Per fortuna, abito in un tempo e in un luogo da cui posso spostarmi per conoscere posti nuovi senza dover organizzare il grand tour della vita o attendere -invano!- il mio viaggio di nozze (spontaneo urrà per l’abbattimento delle frontiere in europa, il passaporto internazionale, i voli low cost).
Il motivo per cui lo faccio, però, è anche un altro: il mondo mi incuriosisce, così come mi incuriosiscono le persone che lo abitano, le loro storie, il modo in cui vivono. Voglio conoscere perché ogni volta che conosco divento una persona migliore: più comprensiva, più ricca (con qualcosa che, a differenza dei soldi, nessuno mi potrà mai sottrarre), più viva.
E la rete, in questo senso, si è inventata uno strumento per aiutarmi in questa continua crescita e per proteggermi da fregature, sòle, bidoni e gente che farei meglio ad evitare. Continue reading