Feb 18 2013

Wi-Fi revolution

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Oggi La Stampa riporta un articolo in cui il Fipe, la federazione italiana pubblici esercizi aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia, ottiene un’eclatante riconoscimento dall’Autorità garante della protezione dei dati personali.
La controversia, sollevata dai provider, verteva sulla responsabilità di raccolta, registrazione e conservazione dei dati nonché sulle responsabilità dell’utilizzo e della navigazione.
Il Garante ha stabilito che

non può essere effettuato il trattamento dei dati personali senza necessità del consenso del soggetto interessato, in base all’art. 24 del codice

Dunque, da oggi, succede che gli esercenti pubblici: Continue reading


Gen 18 2013

Cose sicure

Un amico mi segnala un bell’intervento sulla smartness delle cose che volentieri condivido:

Con il termine Internet delle cose (dall’inglese “Internet of Things”, IoT) si intende l’estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti. Secondo questo paradigma, previsto da tempo e ormai divenuto in buona parte realtà, gli oggetti si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni aggregate da parte di altri. Le sveglie suonano prima in caso di traffico, le piante comunicano all’innaffiatoio quando è il momento di essere innaffiate, le scarpe da ginnastica trasmettono tempi, velocità e distanza per gareggiare in tempo reale con persone dall’altra parte del globo, i vasetti delle medicine avvisano i familiari se si dimentica di prendere il farmaco. Tutti gli oggetti possono acquisire un ruolo attivo grazie al collegamento alla Rete.

Nuovi sviluppi portano nuove minacce per la sicurezza: Continue reading


Gen 4 2013

Sicurezza, questa sconosciuta

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Negli USA è comparsa un’applicazione destinata a suscitare un ampio dibattito: si chiama i-Watch e si affianca al 911 automatizzando e rendendo più veloce e complesso il flusso di dati e informazioni tra il cittadino e le forze di polizia.
La notizia la trovate sul sito di Tom’s HW a questo link.

Non voglio soffermarmi troppo sulla notizia in sé, né tanto meno sull’applicazione. Mi interessa invece un momento di riflessione più generale.
A parlare di smart city se ne sentono tante. Ma com’è come non è, quello che si sente poco, troppo poco, è proprio la parola sicurezza.
Al blindatissimo summit EERA che si è svolto lo scorso 17-18 dicembre in ENEA (e a cui la vostra, che poi sarei io, era presente nonché unica rappresentante delle PA) il tasto è stato tanto battente quanto dolente.
In una rivoluzione digitale che parla di condividere e integrare tra loro masse e flussi di dati giganteschi è quanto meno bizzarro che nessun ditino sia stato levato al cielo invocando la necessità di una protezione.

Domanda: le amministrazioni pubbliche che si stanno preparando a sostituire i privati nella gestione dati dei loro cittadini sono pronte per il grande salto?
Il brokeraggio delle identities non è un giochino. Finché sono società private come Facebook o Google a carpire ogni informazione proveniente dai nostri click non abbiamo alcun dubbio sulla sicurezza: non c’è, la profilazione è ai fini commerciali e tutti noi stiamo fornendo in maniera entusiasta e spontanea quintali di informazioni per avere in cambio offerte di prodotti e servizi sempre più personalizzati.

Ma quando si tratta di dati prodotti nella normale conduzione istituzionale, tutto cambia. Anagrafe, salute, stato di famiglia, catasto, consumi, traffico: su questi dati è giusto che il processo di apertura sia accompagnato da un innalzamento del livello di protezione.
Come si fa? Continue reading