Nov 30 2016

Apre la Linea Innovazione del POR FESR per le imprese in Lombardia

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A poco più di un anno dall’approvazione del PSR di Regione Lombardia, anche il POR FESR conosce un nuovo slancio per l’innovazione di prodotto e processo nelle imprese.
Ne dà notizia oggi la community d’innovazione di Regione Lombardia, annunciando l’apertura dei finanziamenti per la Linea Innovazione ai primi giorni di gennaio 2017.
Di seguito la notizia.

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POR FESR 2014-2020: Approvata la Linea Innovazione
L’iniziativa è finalizzata ad agevolare le imprese che realizzano progetti di l’innovazione di prodotto o di processo al fine di incrementare il grado di innovazione del territorio lombardo
La linea innovazione, attuata tramite procedimento valutativo a sportello, rimarrà aperta fino ad esaurimento della dotazione finanziaria e comunque non oltre le ore 12:00 del 31 dicembre 2019.

Caratteristiche dell’Intervento Finanziario

L’iniziativa prevede un Intervento Finanziario costituito da un Finanziamento a medio-lungo termine, a valere su risorse di Finlombarda e degli Intermediari Convenzionati, accompagnato da un Contributo in conto interessi a valere su risorse del POR FESR 2014-2020. La concessione del Finanziamento è condizione necessaria ai fini della concessione del Contributo in conto interessi. Continue reading


Gen 10 2013

IT: infrastruttura o costo?

Il Corriere delle Comunicazioni riporta i dati dell’insagine condotta da Vanson Bourne che lancia un allarme molto serio per le imprese italiane.
Non si tratta tanto del solito alert sull’arretratezza informatica (soprattutto dei vertici d’impresa), quanto per uno state of mind tutto nostrano:

Il 59% dei Cio interpellati nello studio per l’Italia, ritiene che nonostante il positivo impatto di tecnologie dirompenti, come il cloud computing, il management aziendale continua a non considerare l’IT come un asset autenticamente strategico ma piuttosto come uno dei tanti “costi di esercizio”. I vertici aziendali non sempre comprendono fino in fondo che al di là dei semplici effetti di razionalizzazione ed efficienza, la tecnologia può creare un radicale cambiamento nei processi interni e nel modo di lavorare delle persone. Questa scarsa percezione del valore dell’IT genera un effetto negativo in termini di produttività, flessibilità, tempestività su mercati particolarmente sensibili a servizi e prodotti ad alto contenuto tecnologico.

Non risorsa, non infrastruttura, bensì costo d’esercizio: questa è la valutazione dell’IT nell’impresa nazionale. Ricordando che il cambiamento passa prima di tutto da un fattore culturale, non possiamo fare a meno di chiederci quanto ci penalizza questo atteggiamento.

Il “Global Competitiveness Index” (Gdi), stilato dal World Economic Forum, considera il fattore “technological readiness” quale uno dei dodici pilastri alla base della competitività di ogni Paese. Secondo il Gdi 2012-2013, l’Italia è quarantesima (su 144 nazioni) in termini di preparazione tecnologica, ovvero l’agilità con la quale l’economia è in grado di adottare le tecnologie esistenti per migliorare la produttività. Continue reading


Gen 8 2013

ANCI: appello alla comunità

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L’e-government non è un fine da perseguire, ma uno strumento da utilizzare per migliorare/trasformare le modalità operative della pubblica amministrazione e le relazioni tra questa e i suoi utenti (cittadini e imprese).

ANCI Lombardia non ce la manda a dire nel suo sintetico ma deciso documento in cui fa il punto sulle pre-condizioni che occorrono ai Comuni per attuare realmente le misure previste dall’Agenda Digitale DL.179 18 ottobre 2012.
Nelle macro-aree di intervento individuate dal provvedimento, ANCI distingue due categorie:
1 > quelle in cui i Comuni hanno un ruolo diretto e svolgono un ruolo determinante, ovvero: Smart Cities, E-governement e Competenze digitali;
2 > quelle in cui i Comuni non hanno un ruolo attivo, ma ne ricavano un sostegno infrastrutturale: Infrastruttura e sicurezza, Ricerca e innovazione, E-commerce.

La Lombardia non è diversa dalle altre regioni italiane e, dunque, per tutte possiamo leggere la seguente considerazione:

Nell’attuale quadro di finanza pubblica e considerata la ridotta presenza nei comuni piccoli e piccolissimi di competenze specialistiche, la possibilità che i piccoli comuni possano partecipare attivamente ai percorsi di innovazione passa attraverso il rafforzamento dei sistemi aggregativi.

Per avviare concretamente il percorso, dunque, ANCI sposta l’asse della Smart Coty dalla tecnologia al lato umano, dando tre parole chiave per la pubblica amministrazione: Continue reading


Nov 10 2012

Soldi annunciati, forse stanziati

Nel bollettino del 7 Novembre scorso, la Regione Lombardia annuncia nuovi fondi per Smart Cities.
Se volete il testo intero, lo trovate qui.
E il paragrafino che ci riempie di speranza è questo, che trovate a pag.13:

AZIONE E
Nell’ambito di tale azione si intende incentivare la realizzazione, da parte di piccole e medie imprese lombarde, anche in collaborazione con grandi imprese e con organismi pubblici e privati, di progetti collaborativi nel settore delle Smart Cities and Communities, concernenti la ricerca industriale ed attività non preponderanti di sviluppo sperimentale finalizzati a introdurre innovazioni attraverso progetti di ricerca fortemente innovativi che, impegnando competenze integrate degli operatori nonché delle imprese e del sistema pubblico della ricerca possano contribuire allo sviluppo dei territori e al miglioramento della qualità della vita della collettività. Tale iniziativa (avviso pubblico) sarà collocata nell’ambito di un programma sperimentale capace di coinvolgere in un unico contesto altri soggetti pubblici e privati per poter sviluppare sperimentazioni di grande impatto in ambiti territoriali specifici, caratterizzati da livelli di complessità tipici dei centri urbani fortemente antropizzati. Gli ambiti di intervento e i relativi obiettivi specifici in relazione ai quali si intendono attivare gli avvisi pubblici sono, ad esempio: Smart grids, Architettura sostenibile e materiali, Gestione risorse idriche, Sicurezza del territorio, Waste managment, Invecchiamento della
società, Domotica, Salute come già identificati nell’Avviso per la presentazione di idee progettuali per Smart cities and Communities and Social innovation del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Decreto Direttoriale 5 luglio 2012 n. 391/Ric.).


Lug 28 2012

Progetti smart e tasche vuote

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Questo articolo è comparso sul Corriere della Sera del 27 luglio 2012 e potete leggerlo qui.

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MIUR, EUROPA, FINANZIAMENTI CARENTI
Progetti smart e tasche vuote
Mentre noi aspettiamo risposte, l’Austria offre un’agevolazione fiscale al 25% per le nuove aziende che vogliono aprire sul suo territorio. La Padania 2.0 è un bel progetto

C’erano tutti martedì 24 luglio in Regione Lombardia. Al tavolo dei relatori sedevano amministrazioni territoriali e governo centrale. Si parlava di bandi Miur. Tre emanati da marzo, due (Cluster e Smart Cities & Communities) ancora in corso. Non ce ne saranno altri: su questo nessun dubbio. Rispondere è importante per costruire una rete che, dall’anno prossimo, renda conto all’Europa. Piaccia o no, la nostra cosa pubblica (pagata con le tasse) non si amministra più solo da Roma, ma risponde a un progetto ben più ambizioso a cui abbiamo aderito un po’ confusamente nel 1951. «Per ogni euro che investiamo in Europa ci tornano 60 centesimi. L’Inghilterra ne ha indietro 1,40» dice il Ministro Profumo. È che «gli altri», i Paesi che sono partiti con noi, a differenza nostra non si sono mai fermati. Quel progetto di Europa sistemica e strutturata immaginata 60 anni fa, in cui la formazione e la ricerca fossero eccellenze in grado di trainare un unico grande incubatore di cervelli al servizio dell’impresa e del benessere comune è naufragata su scogli dai nomi cacofonici: spread, bond, rating, libor. Per recuperare prospettive, i vertici europei chiamano in causa le città. Continue reading