Nov 14 2016

Happy in the city. Le smart city all’esame della felicità.

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Sabato le donne di EWMD mi hanno chiesto di tenere un talk [ossia un breve discorso] sul modello dei TEDx a tema innovazione e smart city. L’invito mi ha lusingato moltissimo e per giorni ci ho lavorato, emozionatissima: nel tempo che avevo a disposizione – 7 minuti in tutto – dovevo riuscire ad arrivare al punto, dando però anche spunti di riflessione e dibattito.
Alla fine, ho scritto un discorso che ho intitolato “Happy in the city” e che metteva a confronto le due visioni di smart city per il presente (e dunque, il futuro): l’indirizzo tecnologico e quello umanistico.
Il talk era in inglese; ma ovviamente ne ho fatto una versione italiana. Che -senza tagli- è questa che trovate di seguito.
Durante la giornata organizzata dalle EWMD sono stati molti gli argomenti toccati dalle relatrici: dalla robotica alle neuroscienze, dall’internet delle cose a quello delle relazioni sociali, abbiamo aperto una bella vetrata sul futuro che ci aspetta. Farebbe bene anche a voi parlare di futuro. E allora iniziate a segnarvi questa data: 13 Maggio 2017, il TEDx sbarca a Brescia. E saremo tutti più smart e felici!

 

Siete felici?
Forse so cosa state pensando: dovrei parlarvi di città intelligenti, digitali, connesse e tecnologiche; e invece vi parlo di felicità.
Io sono un’umanista e di lavoro progetto le città smart. Non progetto tecnologie, né faccio design di servizi: io progetto la visione.
E quando si parla di visione, la felicità è proprio il punto centrale.
È così importante da dividere il mondo. Continue reading


Nov 18 2014

Ma i dirigenti sono sempre uomini

ENEATV

ENEA ha aperto un intero canale dedicato alle donne. E in occasione di Smart City Exhibition SCE2014 mi ha chiesto di raccontare la mia esperienza nella costruzione delle città del futuro.
Qui è dove mi vedete mentre racconto quello che osservo: che la smart city la stanno costruendo soprattutto le donne (anche se i dirigenti sono sempre uomini!)


Mar 29 2014

La città insensibile

Soul, Jaume Plensa

Nelle moderne forme urbane, in modo forse meno evidente, è assente quell’esperienza che Guy Debord definisce “non rappresentabile”, cioè quella mescolanza di popoli e di attività che possono far percepire l’ambiente come sconosciuto, uno spazio problematico che porta una persona a interrogarsi sul suo habitat. La città, al contrario, è diventata una mappa sempre più chiara di funzioni distinte in spazi segregati. Dal momento che queste divisioni, che sono burocratiche, non producono stimoli, la nostra epoca si configura come quella in cui la forma urbana non favorisce la vivacità dell’esperienza dei sensi.

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Gen 14 2013

Con umiltà e profondità