Feb 7 2017

Il punto sulla Brescia intelligente

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Lo scorso 28 gennaio sul Giornale di Brescia è apparso un bellissimo articolo di Enrico Mirani dedicato ai progetti dell’Agenda Digitale Urbana Brescia 2030 e, più in generale, all’avanzamento del progetto olistico di smart city per Brescia. L’originale lo trovate a questo link.
Io intanto ve lo riporto qui.

Scuole in rete e musei sicuri: avanza la città intelligente

Poter seguire in diretta una lezione in tutte le 106 scuole dell’obbligo cittadine. Misurare il livello dei consumi energetici di un quartiere per favorire il risparmio delle risorse. Garantire l’immediato soccorso agli anziani in caso di emergenza. Vigilare sulla sicurezza dei siti archeologici e dei musei. Fatti concreti e reali, legati alle cose e alle persone, rappresentativi di ciò che significa smart city: città intelligente, internet al servizio dei cittadini per migliorare la loro qualità  di vita. Quelli citati non sono esempi casuali: si tratta di progetti già  in corso a Brescia. La regia è dell’Amministrazione comunale, in particolare del vicesindaco Laura Castelletti. Sua la firma sull’Agenda Digitale Urbana 2030 ovvero il quadro generale degli interventi attuali e futuri per rendere Brescia sempre più smart. «Avendo presente – spiega – che il vocabolario della città  intelligente si basa su alcune parole chiave: nuove tecnologie, condivisione, partecipazione». In pratica: sfruttare al meglio le potenzialità  del digitale lavorando con la società  civile, le categorie economiche, le università  per individuare le esigenze, scegliendo poi le tecnologie più adeguate. Educando all’accesso e all’uso delle stesse. Ma andiamo sul concreto.
Le scuole. Uno dei progetti più interessanti in corso riguarda le 106 scuole cittadine Continue reading


Nov 2 2016

Save the date: 2030, la città che vorrei

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Abbiamo riscritto l’Agenda Digitale Urbana (ADU) del Comune di Brescia.
E lo scorso 25 ottobre l’abbiamo portata in Giunta.
Dentro ci sono un sacco di novità, che sono sintetizzate nel comunicato stampa che qui riporto dal sito del Comune di Brescia.
La prima -e la più decisiva- è che dentro ci sono una serie di obiettivi e azioni concrete tutte integrate in un unico tracciato: quello che ci porterà verso il 2030, orizzonte politico che già masticano tutti i piani internazionali che si occupano di efficienza, di energia, di infrastrutture, di tecnologie, di politiche sociali.
Era doveroso fare un passo coraggioso verso il futuro e dichiarare, almeno per gli aspetti legati all’innovazione, come immaginiamo la nostra città e come vogliamo lavorare per renderla reale (e con una completa integrazione reale e virtuale). Continue reading


Ago 5 2016

BSL – Ora tocca ai cittadini

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Poco più di un anno fa prendeva il via il progetto Brescia Smart Living. Se ancora non sapete cos’è il primo grande prototipo bresciano della città smart che coinvolge quasi 5mila cittadini su due quartieri, vi invito a visitare il sito del progetto a questo link.
I progetti smart city funzionano tutti più o meno così: ci sono delle intuizioni, c’è la tecnologia, c’è una richiesta di servizi, si provano -integrandoli- su un’area della città (quindi in un contesto reale) e poi, quello che funziona (leggi: che è efficace, efficiente ed economico) lo si estende e/o si replica.
In Brescia Smart Living ci sono tanti aspetti di progetto che vengono sviluppati. E per capire se possono essere davvero utili al resto della città, da oggi il progetto apre un sondaggio pubblico sui bisogni dei cittadini.
Qui c’è un questionario che potete compilare se avete voglia di dire ai partner di progetto quanta energia consumate durante la vostra vita, come percepite il benessere vostro e dei vostri famigliari, quali servizi vi aspettate da una città smart. Vi occorrono 20 minuti ed è meglio se lo fate da casa vostra (perché vi verranno fatte domande anche sulle tipologie di elettrodomestici che utilizzate).
E qui, invece, trovate il dettaglio di chi raccoglie i dati e dell’uso che ne fa.

[questo post è apparso sul blog del Corriere della Sera]


Mar 10 2016

UCRONIA o dell’inquietudine della virtualità

Soltanto fino a dieci anni fa, l’idea di poter vivere in una realtà parallela era qualcosa che apparteneva ancora di diritto al mondo della letteratura e della fantascienza. Gli inglesi la chiamano ucronia: una realtà aternativa che non può essere perché non esiste, è un non-tempo (unione dal greco della negazione au- con chrònos).
Oggi, invece, siamo arrivati al punto di diffidare di chi non ha almeno un’altra vita oltre a quella reale.
Questo perché in internet, volenti o nolenti, dobbiamo viverci tutti. E non è una cooptazione volontaria: in rete ci stiamo per lavoro, per avere servizi e documenti, per informarci, per fare acquisti, per conoscere altre persone.

Il 2005 è l’anno in cui chi vive solo nella realtà è diventato “strano”. Perché quello è l’anno in cui è esploso il fenomeno dei social network, cioè dei siti che nascono per l’unico e preciso scopo di far incontrare le persone. Se all’inizio erano un posto conoscersi, discutere e scambiarsi informazioni, i social network sono oggi il luogo in cui più di frequente ci innamoriamo. E sono la prima causa di separazioni e divorzi.
In altre parole: da quando ha conquistato anche l’amore, la rete è il posto che più abitiamo nella nostra vita.
Un posto dove tutte le regole sociali che abbiamo conosciuto e studiato negli ultimi due secolo si sono sovvertite.
Come quella dei piccoli mondi Continue reading


Feb 27 2016

SMART MEETINGS 2016 | BENVENUTI A UCRONIA

Ucronia webInformarsi. Capire. Partecipare. Essere connessi. La tecnologia oggi ci promette di essere al centro di un flusso continuo di informazioni. In altre parole: avere il senso di essere del presente, del qui e ora. Possiamo fare tutto, possiamo sapere tutto, possiamo parlare con chiunque. Ma quali sono gli effetti reali di questo fiume ininterrotto di stimoli sulla nostra vita?
Anche quest’anno, a partire dal 2 marzo tornano quest’anno gli SMART MEETINGS, gli incontri promossi dal Comune di Brescia nell’ambito dell’Agenda Digitale Urbana per comprendere la città del presente e immaginare quella del futuro. Un incontro aperto a tutti, gratuito, per capire con parole semplici il complesso scenario offerto dalle nuove tecnologie.

Gli appuntamenti si terranno il 2, 9 e 16 marzo alle 18, nella White Room del Museo di Santa Giulia. L’ingresso è libero e tutti sono invitati a questi tre tavoli con i protagonisti dell’innovazione che racconteranno se stessi e il loro contributo alla smartness (una parola che racchiude e sintetizza la presenza sistemica della tecnologia a supporto si maggior efficienza, sostenibilità, partecipazione dei cittadini per un generale innalzamento della qualità di vita) delle città e dei territori, dei cittadini e delle istituzioni che li rappresentano.
Il titolo di questa edizione è UCRONIA, un termine che deriva dal greco e significa letteralmente “nessun tempo” (per analogia con utopia che significa “nessun luogo“). Il suo corrispettivo inglese è alternative history (storia alternativa). UCRONIA è il termine che l’Università della California del Sud (University of Southern California) ha utilizzato in uno studio recentemente pubblicato per indicare il momento storico in cui viviamo, ribattezzato “l’età dell’interruzione”. In particolare, nello studio, si legge questa considerazione: Continue reading


Giu 29 2015

Se i neuroni digitali vogliono sognare

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Quanto più mi interesso di tecnologia al servizio della vita quotidiana, quanto più mi imbatto nello stesso cortocircuito: l’ultima frontiera della tecnologia digitale è qualcosa di molto simile al pensiero analogico.
Anche alla fisica del ‘900 è successo: mentre indagava i meccanismi di ciò che non vediamo attraverso la fisica quantistica, è riuscita a dimostrare che la realtà è solo relazione. A livello infinitesimale la materia non esiste in sé, ma solo in relazione ad altra materia.

Qualcosa di simile sta succedendo alla tecnologia. Ovviamente, non la tecnologia in sé, che come ogni cosa nell’atmosfera si usura. Ma la tecnologia di servizio.
Che per il genere umano consiste solo in un servizio possibile: la connessione, lo scambio, la comunicazione.
La tecnologia al servizio della relazione inizia con il miraggio del m2m, il machine-to-machine, la connessione perfetta tra macchine; quella che esclude il fattore umano e, di conseguenza, l’errore umano, il margine di arbitrarietà e di incertezza.
E si conclude con i social network, le estrazioni semantiche, i sentiment: tutti canali che portano allo stesso estuario, quello della congiunzione tra dato ed emozione, tra numero e anima, tra un sistema fisico e uno emotivo.

Le tecnologie e il web abitano il nostro mondo dotate di un’anatomia artificiale e di un funzionamento fisiologico. E come tutti gli organismi dotati di anatomia e fisiologia, si adattano, si espandono, si evolvono. Lo fanno, esattamente come noi, sviluppando una sorta di cervello che non ha un nome ma una sigla: ANNs, acronimo di artificial neuron networks.
L’ANNs è una rete, o meglio un reticolo di neuroni artificiali, che nelle sue più avanzate e ultime evoluzioni è in grado di auto-apprendere e dunque di auto-evolversi.
Ma cosa vuole diventare la tecnologia che cresce? Qual è il suo punto di perfezione, il suo zenit divino, la sua ierofania di frontiera?

E qui arriva la meraviglia. Continue reading


Giu 3 2015

La città multiforme – Invisible Cities Festival 3-7 giugno 2015

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Oggi aprirò insieme ad altri relatori -di cui non vedo l’ora di sentire gli interventi- a Trieste il Festival INVISIBLE CITIES.
Siccome il festival racconta quello che della città non si vede, che più o meno potremmo far coincidere con la sua anima, i suoi talenti e le sue emozioni, ho deciso che contribuirò da brava umanista con un intervento su qualcosa di assolutamente poco tecnologico: il senso di appartenenza e di felicità.
Dunque, l’appuntamento è alle 10 alla Stazione Rogers in Riva Grumula, 14, Trieste.
Fronte al mare, parlerò di: Le 4 C della città smart: cittadini, connessioni, cultura, comunità
Siateci! Almeno col cuore.

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> In diretta da Trieste: io che come al solito quando parlo gesticolo troppo e Paola Gemelli che tenta di fotografarmi. Missione impossibile : non sto mai ferma! (non ditelo a mia madre che poi mi sgrida) <

E questo è l’abstract del convegno, con il profilo degli altri relatori. Continue reading


Apr 19 2015

Tutto quello che le app non dicono (ma fanno)

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Il Corriere della Sera mi ha chiesto un pezzo sulle app che cambiano in meglio la vita in città. È stato pubblicato ieri, sabato 18 aprile. Ma se ve lo siete persi, eccolo qui.

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Lampioni, semafori, asfalto, cassonetti, videocamere, autobus, biciclette, macchine: quando fai un elenco -anche sommario- della tecnologia che popola la città è un po’ come avere un improvviso risveglio. Noi facciamo la nostra vita e tutt’intorno la città non si spegne mai. È proprio nella città disseminata di sensori, che produce in continuazione dati, che il virtuale e il reale si incontrano. Come in Matrix, quando il protagonista “apre gli occhi” e realizza che la realtà che ha sempre conosciuto esiste anche come dato alfanumerico, come stringa di codice, come coordinata georeferenziata. In questo regno di mezzo dove i vivi abitano insieme a dispositivi intelligenti, si parla di cittadini sensori e di città interfaccia: noi stessi, che ci portiamo addosso tecnologia di ogni tipo (che produce, registra, condivide dati senza interpellarci), siamo parte di questo ecosistema virtualmente reale che rientra sotto il nome di “internet delle cose”. Ecco: le app sono il passaporto per usare anche l’altra città, quella dei dati, connessa, ubiqua. Con un dispositivo connesso in mobilità, uno smartphone o un tablet, tutti possiamo diventare Thomas A. Anderson, detto Neo, il protagonista di Matrix. Continue reading


Nov 4 2014

Le regole del feedback

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Questo post lo trovate anche sul sito del Corriere della Sera a questo link.

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Dai, ormai lo sapete: io sono un’entusiasta della dimensione social della rete. Se sono sincera, sul web interagisco con gli altri molto più che nella vita reale. In rete io faccio di tutto: chiatting (cioè chiacchiero per iscritto), twitting (ovvero: scrivo sms che poi rendo pubblici), blogging (questo è facile: lo sto facendo proprio ora), bidding (ossia partecipo alle aste on line), shopping (questa mi rifiuto di spiegarvela), booking (cioè acquisto od opziono biglietti, alberghi, ingressi e tutto ciò che richiede una prenotazione), partecipo a campagne di crowd founding (cioè acquisto in anticipo prodotti o servizi che mi convincono sulla carta).
Questo però è il web social che non prevede sostanzialmente interazioni oltre lo schermo. Puoi essere gentile e corretto, possiamo diventare amici, magari posso diventare tua follower (un fan interessato ai contenuti che pubblichi in rete), o viceversa.
Però esiste anche un web social in cui dopo la prima interazione virtuale ci si incontra anche nel reale. E io faccio pure quello con lo stesso entusiasmo. Ad esempio, faccio couchsurfing (presto il mio divano o posti per dormire nella mia casa e chiedo ospitalità quando viaggio), scelgo offerte airbnb (cioè prenoto posti dove alloggiare che non sono strutture ricettive tradizionali) e faccio carpooling (ossia condivido la macchina quando viaggio offrendo e/o chiedendo passaggi).

Se state pensando che lo faccio perché voglio risparmiare, avete perfettamente ragione: il web fa risparmiare, e questo è un fatto. Non sono una ragazza ricca e con questa evidenza ho dovuto far pace molti, molti, molti anni fa. Per fortuna, abito in un tempo e in un luogo da cui posso spostarmi per conoscere posti nuovi senza dover organizzare il grand tour della vita o attendere -invano!- il mio viaggio di nozze (spontaneo urrà per l’abbattimento delle frontiere in europa, il passaporto internazionale, i voli low cost).
Il motivo per cui lo faccio, però, è anche un altro: il mondo mi incuriosisce, così come mi incuriosiscono le persone che lo abitano, le loro storie, il modo in cui vivono. Voglio conoscere perché ogni volta che conosco divento una persona migliore: più comprensiva, più ricca (con qualcosa che, a differenza dei soldi, nessuno mi potrà mai sottrarre), più viva.
E la rete, in questo senso, si è inventata uno strumento per aiutarmi in questa continua crescita e per proteggermi da fregature, sòle, bidoni e gente che farei meglio ad evitare. Continue reading


Giu 30 2014

Smart Meetings #6| Intervista a Laura Castelletti, Vicesindaco e Assessore all’Innovazione, Comune di Brescia

Molti di noi parlano di Smart City senza conoscerne completamente il significato. Molto spesso non lo conoscono i cittadini, ma nemmeno gli amministratori. C’è sembrato allora naturale offrire tutti gli strumenti possibili per un approfondimento e una conoscenza del tema. Gli Smart Meetings sono andati in quella direzione: una serie di incontri e di lezioni per capire cos’è Smart City.

Così Laura Castelletti Vicesindaco e Assessore alla Cultura Innovazione Creatività ed Expo’ 2105 del Comune di Brescia ci ha regalato il suo personale e autorevole punto di vista sul primo ciclo di incontri pubblici per conoscere e capire meglio la città intelligente che sarà anche la città del nostro futuro.