Ago 14 2017

Perché non dobbiamo scambiare Facebook per un social network

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[questo articolo lo trovate anche sul blog del Corriere della Sera a questo link]

Discuto spesso del fatto che ci sia stata un’epoca non lontana in cui il web relazionale era un posto migliore in cui interagire. Le motivazioni a supporto di questa tesi sono moltissime: si era di meno ad essere spesso connessi, era più difficile aprire uno spazio di pubblicazione autonoma (sito, blog, profilo), esisteva maggiore rispetto per la netiquette, ovvero quell’insieme di norme che regolano la comunicazione con gli altri attraverso la rete.
Non voglio mentire: credo che questa sia una sciocchezza, uno di quegli inganni della nostalgia che ci fa apparire migliore qualcosa solo perché appartiene al nostro passato al quale siamo sopravvissuti senza traumi evidenti.
Uno dei cardini del web relazionale era proprio offrire a tutti uno spazio di interazione, rendere semplice la pubblicazione autonoma di contenuti, fare in modo che fossero gli utenti a produrre e diffondere con modalità sempre più immediate contenuti multimediali di interesse e di attualità.
Eppure una differenza evidente con un web d’altri tempi esiste. E Facebook ci aiuta a capirlo meglio di qualsiasi altro posto.

Partiamo dalla base: Facebook è fuori dalla rete Continue reading


Nov 2 2016

Save the date: 2030, la città che vorrei

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Abbiamo riscritto l’Agenda Digitale Urbana (ADU) del Comune di Brescia.
E lo scorso 25 ottobre l’abbiamo portata in Giunta.
Dentro ci sono un sacco di novità, che sono sintetizzate nel comunicato stampa che qui riporto dal sito del Comune di Brescia.
La prima -e la più decisiva- è che dentro ci sono una serie di obiettivi e azioni concrete tutte integrate in un unico tracciato: quello che ci porterà verso il 2030, orizzonte politico che già masticano tutti i piani internazionali che si occupano di efficienza, di energia, di infrastrutture, di tecnologie, di politiche sociali.
Era doveroso fare un passo coraggioso verso il futuro e dichiarare, almeno per gli aspetti legati all’innovazione, come immaginiamo la nostra città e come vogliamo lavorare per renderla reale (e con una completa integrazione reale e virtuale). Continue reading


Nov 1 2016

Come il web ci sta cambiando

Caucasian woman using cell phone in bed

Caucasian woman using cell phone in bed

Ho sostenuto anche io, per anni, che l’uso che fai di internet dipende dalla persona che sei.
Poi sono diventata mamma.
Osservando i miei figli, mi è sempre più chiaro che non solo la distinzione tra reale e digitale (che ancora fatico a superare) è inadeguata e insulsa, ma anche che la rete non è un ambiente neutro, che la socialità digitale comporta adattamenti nel comportamento e nella relazione di cui non sono in grado di prevedere le conseguenze.
Pur essendo di natura una persona ottimista e praticando per lavoro gli scenari di progresso che la tecnologia e la rete portano con sé, non posso fare a meno di provare un fondo di inspiegabile e indefinibile preoccupazione per il mondo che arriverà entro 15/20 anni, in cui i miei figli adulti mi parranno forse ben più distanti di quanto non siamo oggi io e i miei genitori. Internet non è uno strumento come gli altri perché la relazione mediata tra le persone comporta dei mutamenti anche nell’etica, nella morale e nella politica (che è l’espressione pubblica del nostro modo di immaginare il futuro).
Nei giorni scorsi su Avvenire, Antonio Giuliano ha posto alcune interessanti domande sul futuro della società in rete allo psichiatra Tonino Cantelmi. Qui sotto trovate la versione disponibile anche nel web.

È particolarmente interessante per me l’accento che il prof. Cantelmi pone su due dimensioni della persona: la relazione con lo spirito e la relazione con l’altro. Da un lato, il web confonde Continue reading


Ago 5 2016

BSL – Ora tocca ai cittadini

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Poco più di un anno fa prendeva il via il progetto Brescia Smart Living. Se ancora non sapete cos’è il primo grande prototipo bresciano della città smart che coinvolge quasi 5mila cittadini su due quartieri, vi invito a visitare il sito del progetto a questo link.
I progetti smart city funzionano tutti più o meno così: ci sono delle intuizioni, c’è la tecnologia, c’è una richiesta di servizi, si provano -integrandoli- su un’area della città (quindi in un contesto reale) e poi, quello che funziona (leggi: che è efficace, efficiente ed economico) lo si estende e/o si replica.
In Brescia Smart Living ci sono tanti aspetti di progetto che vengono sviluppati. E per capire se possono essere davvero utili al resto della città, da oggi il progetto apre un sondaggio pubblico sui bisogni dei cittadini.
Qui c’è un questionario che potete compilare se avete voglia di dire ai partner di progetto quanta energia consumate durante la vostra vita, come percepite il benessere vostro e dei vostri famigliari, quali servizi vi aspettate da una città smart. Vi occorrono 20 minuti ed è meglio se lo fate da casa vostra (perché vi verranno fatte domande anche sulle tipologie di elettrodomestici che utilizzate).
E qui, invece, trovate il dettaglio di chi raccoglie i dati e dell’uso che ne fa.

[questo post è apparso sul blog del Corriere della Sera]


Mar 10 2016

UCRONIA o dell’inquietudine della virtualità

Soltanto fino a dieci anni fa, l’idea di poter vivere in una realtà parallela era qualcosa che apparteneva ancora di diritto al mondo della letteratura e della fantascienza. Gli inglesi la chiamano ucronia: una realtà aternativa che non può essere perché non esiste, è un non-tempo (unione dal greco della negazione au- con chrònos).
Oggi, invece, siamo arrivati al punto di diffidare di chi non ha almeno un’altra vita oltre a quella reale.
Questo perché in internet, volenti o nolenti, dobbiamo viverci tutti. E non è una cooptazione volontaria: in rete ci stiamo per lavoro, per avere servizi e documenti, per informarci, per fare acquisti, per conoscere altre persone.

Il 2005 è l’anno in cui chi vive solo nella realtà è diventato “strano”. Perché quello è l’anno in cui è esploso il fenomeno dei social network, cioè dei siti che nascono per l’unico e preciso scopo di far incontrare le persone. Se all’inizio erano un posto conoscersi, discutere e scambiarsi informazioni, i social network sono oggi il luogo in cui più di frequente ci innamoriamo. E sono la prima causa di separazioni e divorzi.
In altre parole: da quando ha conquistato anche l’amore, la rete è il posto che più abitiamo nella nostra vita.
Un posto dove tutte le regole sociali che abbiamo conosciuto e studiato negli ultimi due secolo si sono sovvertite.
Come quella dei piccoli mondi Continue reading


Feb 27 2016

SMART MEETINGS 2016 | BENVENUTI A UCRONIA

Ucronia webInformarsi. Capire. Partecipare. Essere connessi. La tecnologia oggi ci promette di essere al centro di un flusso continuo di informazioni. In altre parole: avere il senso di essere del presente, del qui e ora. Possiamo fare tutto, possiamo sapere tutto, possiamo parlare con chiunque. Ma quali sono gli effetti reali di questo fiume ininterrotto di stimoli sulla nostra vita?
Anche quest’anno, a partire dal 2 marzo tornano quest’anno gli SMART MEETINGS, gli incontri promossi dal Comune di Brescia nell’ambito dell’Agenda Digitale Urbana per comprendere la città del presente e immaginare quella del futuro. Un incontro aperto a tutti, gratuito, per capire con parole semplici il complesso scenario offerto dalle nuove tecnologie.

Gli appuntamenti si terranno il 2, 9 e 16 marzo alle 18, nella White Room del Museo di Santa Giulia. L’ingresso è libero e tutti sono invitati a questi tre tavoli con i protagonisti dell’innovazione che racconteranno se stessi e il loro contributo alla smartness (una parola che racchiude e sintetizza la presenza sistemica della tecnologia a supporto si maggior efficienza, sostenibilità, partecipazione dei cittadini per un generale innalzamento della qualità di vita) delle città e dei territori, dei cittadini e delle istituzioni che li rappresentano.
Il titolo di questa edizione è UCRONIA, un termine che deriva dal greco e significa letteralmente “nessun tempo” (per analogia con utopia che significa “nessun luogo“). Il suo corrispettivo inglese è alternative history (storia alternativa). UCRONIA è il termine che l’Università della California del Sud (University of Southern California) ha utilizzato in uno studio recentemente pubblicato per indicare il momento storico in cui viviamo, ribattezzato “l’età dell’interruzione”. In particolare, nello studio, si legge questa considerazione: Continue reading


Gen 22 2016

Il punto di vista dalla strada

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Provo sempre una fitta al cuore quando leggo i numeri sull’innovazione e le città intelligenti. Non per i numeri in sé, ma perché delle nostre città -che così poco ci appartengono e che abitiamo spesso senza parteciparle- ci si limiti a descrivere la statistica e non la vita. Come, per esempio, se della persona che amiamo dicessimo l’altezza, le misure o il numero di scarpe e non che quando ride per noi è irresistibile o che sa ascoltarci mentre ci lamentiamo con il giusto equilibrio tra comprensione e la spinta a reagire. O se del nostro futuro ci limitassimo a dire quanti anni vogliamo vivere e non che sogni vorremmo realizzare.
Questa per me è stata una lunga e intensa settimana di lavoro. Ma è stata anche una delle settimane più motivanti, perché sono usciti due articoli (entrambi su La Stampa) così belli che non vedevo l’ora di condividerli qui.

Il primo porta la firma di Massimo Russo, che con la scusa di recensire l’ultimo libro di Evgeny Morozov intitolato “Silicon Valley: i signori del silicio” spiega meglio di quanto potrei fare io perché il digitale è politica, il web non è un media neutrale ed esiste una battaglia di diritti che ancora va combattuta e difesa nella vita virtuale come in quella reale. Lo leggete qui.

Il secondo, invece, raccoglie attraverso l’intervista che Carlo Grande fa all’architetto e urbanista Daniel Libeskind una poetica riflessione sul senso umano della città che dobbiamo costruire. La leggete tutta con la dovuta attenzione a questo link.
Io porto con me due passaggi chiave, che qui cito e che quotidianamente faccio miei:

Ogni città richiede soluzioni specifiche, a New York come a Milano. Bisogna ”connetterle” e rispettare il genius loci. Non basta un po’ di verde sui balconi. La città sono le persone, l’empatia, i luoghi d’incontro. Sono il mondo, quello che il mondo produce. I desideri del mondo vengono dalle città: sono imprevedibili, misteriose.

Tanti pensano che la tecnologia risolverà tutti i problemi, ma la cosa che dà speranza è comprendere la complessità umana. Servono meno tecnocrati e burocrati e più poeti, astronomi, letterati, danzatori. Più qualità e meno quantità.

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Giu 11 2015

23 Giugno | Canada chiama Roma (e parlano di Smart City)

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L’Ambasciata del Canada in Italia è una realtà da conoscere.
Perché sono un team di brave e dinamiche comunicatrici che tengono in piedi con entusiasmo e creatività un network di relazioni prestigiose e molto, molto smart.
Tra le mille iniziative che promuovono (tutte interessanti: vi invito caldamente a seguire le loro attività!) il prossimo 23 giugno hanno realizzato un Smart and the City dedicato alle smart cities e soprattutto alle smart communities.
Nella platea di ospiti prestigiosi, se spulciate i nomi, troverete anche quello di una certa Nadia Busato che per quel giorno lì si occuperà di fare anche il live twitting dell’evento.
Dunque, se vi va di seguirmi all’ambasciata del Canada, ecco come:

  • seguitemi su @smartnessIT
  • seguite l’account dell’ambasciata @CanadainItalia
  • twittate con l’hashtag #SmartAndTheCity


Giu 3 2015

La città multiforme – Invisible Cities Festival 3-7 giugno 2015

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Oggi aprirò insieme ad altri relatori -di cui non vedo l’ora di sentire gli interventi- a Trieste il Festival INVISIBLE CITIES.
Siccome il festival racconta quello che della città non si vede, che più o meno potremmo far coincidere con la sua anima, i suoi talenti e le sue emozioni, ho deciso che contribuirò da brava umanista con un intervento su qualcosa di assolutamente poco tecnologico: il senso di appartenenza e di felicità.
Dunque, l’appuntamento è alle 10 alla Stazione Rogers in Riva Grumula, 14, Trieste.
Fronte al mare, parlerò di: Le 4 C della città smart: cittadini, connessioni, cultura, comunità
Siateci! Almeno col cuore.

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> In diretta da Trieste: io che come al solito quando parlo gesticolo troppo e Paola Gemelli che tenta di fotografarmi. Missione impossibile : non sto mai ferma! (non ditelo a mia madre che poi mi sgrida) <

E questo è l’abstract del convegno, con il profilo degli altri relatori. Continue reading


Apr 19 2015

Tutto quello che le app non dicono (ma fanno)

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Il Corriere della Sera mi ha chiesto un pezzo sulle app che cambiano in meglio la vita in città. È stato pubblicato ieri, sabato 18 aprile. Ma se ve lo siete persi, eccolo qui.

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Lampioni, semafori, asfalto, cassonetti, videocamere, autobus, biciclette, macchine: quando fai un elenco -anche sommario- della tecnologia che popola la città è un po’ come avere un improvviso risveglio. Noi facciamo la nostra vita e tutt’intorno la città non si spegne mai. È proprio nella città disseminata di sensori, che produce in continuazione dati, che il virtuale e il reale si incontrano. Come in Matrix, quando il protagonista “apre gli occhi” e realizza che la realtà che ha sempre conosciuto esiste anche come dato alfanumerico, come stringa di codice, come coordinata georeferenziata. In questo regno di mezzo dove i vivi abitano insieme a dispositivi intelligenti, si parla di cittadini sensori e di città interfaccia: noi stessi, che ci portiamo addosso tecnologia di ogni tipo (che produce, registra, condivide dati senza interpellarci), siamo parte di questo ecosistema virtualmente reale che rientra sotto il nome di “internet delle cose”. Ecco: le app sono il passaporto per usare anche l’altra città, quella dei dati, connessa, ubiqua. Con un dispositivo connesso in mobilità, uno smartphone o un tablet, tutti possiamo diventare Thomas A. Anderson, detto Neo, il protagonista di Matrix. Continue reading