Opportunità di governo: fare rete

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Che strano: i tempi sono cambiati, i sondaggi hanno fallito eppure abbiamo ancora dubbi sul fatto che anche le modalità di governo e di esercizio del potere debbano radicalmente cambiare.
Le ultime elezioni hanno portato uno squilibrio che, a mio modesto parere, può finalmente realizzare un confronto sui programmi e non offire il già troppe volte visto gioco di coalizione dentro al quale si agitano individualismi, accordi privati e prove di potere.
L’Italia registra una grave carenza infrastrutturale e forse proprio su questo si possono trovare i primi punti di contatto.

Oggi esce un articolo che analizza proprio il potenziale accordo che potrebbe unire MS5 e PD su un’infrastruttura essenziale per la ripresa: la rete.
Tra i punti di contatto ci sono:

> un progetto nazionale di potenziamento della connettività. MS5 propone la statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da Telecom Italia e con l’impegno da parte dello stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore. A questo proposito, sono già in corso trattative tra Cassa Depositi e Prestiti e Telecom Italia per lo scorporo della rete. Ed è sul ruolo di CdP come primo investitore e garante di politiche sull’innovazione che anche Bersani si trova d’accordo.

> abbassamento del tempo di decorrenza del copyright che MS5 propone da 70 a 20 anni e che il PD accoglie di fronte all’evidenza di un radicale cambio della cultura nell’era del digitale. La divisione qui è sul ruolo di Agcom: per il PD un attore chiave del processo, per Grillo un’autorità ostacolante da abolire.

Esistono poi punti di contrasto o poco chiari come l’accessibilità gratuita promossa da MS5 e non meglio specificata, la cittadinanza digitale di cui non si tracciano dettagli e confini.
Inoltre, è stranamente assente il riferimento di MS5 agli strumenti della trasparenza, quali open data e strumenti per l’e-government, che sono invece pilastri del programma PD.
Insomma: i temi ci sono tutti. Il confronto, secondo me, non può che essere costruttivo e competente.
E, forse, invece di perder tempo a trovare un equilibrio politico in modi che ben conosciamo (e che hanno già tante volte fallito), questo potrebbe essere proprio il governo della convergenza e della connessione: sui programmi, sugli obiettivi, sulla rete.


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