Il punto sulla Brescia intelligente

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Lo scorso 28 gennaio sul Giornale di Brescia è apparso un bellissimo articolo di Enrico Mirani dedicato ai progetti dell’Agenda Digitale Urbana Brescia 2030 e, più in generale, all’avanzamento del progetto olistico di smart city per Brescia. L’originale lo trovate a questo link.
Io intanto ve lo riporto qui.

Scuole in rete e musei sicuri: avanza la città intelligente

Poter seguire in diretta una lezione in tutte le 106 scuole dell’obbligo cittadine. Misurare il livello dei consumi energetici di un quartiere per favorire il risparmio delle risorse. Garantire l’immediato soccorso agli anziani in caso di emergenza. Vigilare sulla sicurezza dei siti archeologici e dei musei. Fatti concreti e reali, legati alle cose e alle persone, rappresentativi di ciò che significa smart city: città intelligente, internet al servizio dei cittadini per migliorare la loro qualità  di vita. Quelli citati non sono esempi casuali: si tratta di progetti già  in corso a Brescia. La regia è dell’Amministrazione comunale, in particolare del vicesindaco Laura Castelletti. Sua la firma sull’Agenda Digitale Urbana 2030 ovvero il quadro generale degli interventi attuali e futuri per rendere Brescia sempre più smart. «Avendo presente – spiega – che il vocabolario della città  intelligente si basa su alcune parole chiave: nuove tecnologie, condivisione, partecipazione». In pratica: sfruttare al meglio le potenzialità  del digitale lavorando con la società  civile, le categorie economiche, le università  per individuare le esigenze, scegliendo poi le tecnologie più adeguate. Educando all’accesso e all’uso delle stesse. Ma andiamo sul concreto.
Le scuole. Uno dei progetti più interessanti in corso riguarda le 106 scuole cittadine, dal nido alla media. Il Comune e A2A stanno realizzando la rete con la fibra ottica potenziata. Sono già  80 gli istituti collegati, gli altri lo saranno entro l’estate, così da essere tutti pronti con l’inizio del nuovo anno scolastico. Servirà  un periodo di formazione con il personale e gli insegnanti e poi si comincerà  a sfruttare l’infrastruttura. Le scuole potranno dialogare insieme: convegni e lezioni congiunte, assistenza fra le segreterie, scambio di informazioni, maggiore sicurezza, supporto nel caso di calamità  naturale. Senza contare le possibilità  infinite per la parte didattica. Un intervento che ha diverse finalità . Innanzitutto, spiega l’Agenda 2030, garantire ad ogni bambino l’opportunità  di diventare cittadino digitale: nessuno deve restare escluso dalle nuove tecnologie. C’è, tuttavia, il problema del loro uso corretto.
Educazione digitale. Perciò l’Amministrazione comunale, già  quest’anno, proporrà  una serie di iniziative ai bambini dai 6 ai 14 anni, ai genitori, ai docenti, in collaborazione con la polizia postale e le associazioni del territorio, per l’educazione civica digitale: perché tutti siano consapevoli dei rischi connessi all’utilizzo distorto oppure eccessivo del mezzo. L’obiettivo, insomma, è promuovere una cultura della rete nelle scuole. Un tema che, tuttavia, riguarda la generalità  dei cittadini. Quest’anno il Comune di Brescia estenderà  le aree urbane coperte da wi-fi libero. In particolare nel centro storico e nelle sue aree commerciali, ma anche in zone periferiche con alta concentrazione di case popolari, così da ridurre il cosiddetto divario digitale fra chi conosce (e usa) lo strumento e chi no.
Wi-fi libero. Il wi-fi sarà  sviluppato anche in alcuni punti strategici della città, come Palazzo Martinengo Colleoni (l’ex tribunale, il Mo.ca.), San Barnaba, la Loggia. Allo stesso modo entrerà  in tutte le scuole dell’obbligo. Già  realizzata, invece, la gestione unica della video sorveglianza e della sicurezza per i siti archeologici, il Teatro Grande e il Museo di Santa Giulia; quest’anno toccherà  alla Pinacoteca Tosio Martinengo. La centrale operativa si trova a Santa Giulia. C’è anche un altro aspetto positivo: coprire con la fibra ottica i luoghi della cultura consentirà  alla Fondazione Brescia Musei di pensare a nuovi servizi e modalità  di fruizione del patrimonio. Si pensi, ad esempio, alla bigliettazione unica per i luoghi principali: velocità , efficienza, comodità  a favore degli utenti.

«L’Agenda Urbana 2030 al servizio dei cittadini»

«Semafori, lampioni, cassonetti, telecamere, mezzi pubblici, contatori: sono solo alcuni oggetti che già  producono in ogni momento un numero altissimo di dati, e sulla cui infrastruttura possono essere integrati strumenti per l’assistenza sanitaria, la sicurezza personale, ma anche per accompagnare cittadini e turisti a scoprire e vivere pienamente la città ». Parole di Laura Castelletti, che di smart city si occupa da anni. L’Agenda Digitale Urbana 2030, aggiunge, «è una cosa viva, che riguarda le persone, la possibilità  di diffondere l’uso del digitale al servizio dei cittadini». Il compito del Comune, prosegue Castelletti, «è facilitare l’accesso alla pubblica amministrazione da parte di cittadini ed imprese, aumentando i servizi on line, la trasparenza e l’efficienza». E’ necessario fare squadra, sottolinea Castelletti. Perciò è nato un tavolo coordinato dal Comune con società  civile, associazioni, categorie, Università , centri di ricerca. Entro settembre dovrà  elaborare un piano per l’innovazione urbana legata al digitale.


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