Cose sicure

Un amico mi segnala un bell’intervento sulla smartness delle cose che volentieri condivido:

Con il termine Internet delle cose (dall’inglese “Internet of Things”, IoT) si intende l’estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti. Secondo questo paradigma, previsto da tempo e ormai divenuto in buona parte realtà, gli oggetti si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni aggregate da parte di altri. Le sveglie suonano prima in caso di traffico, le piante comunicano all’innaffiatoio quando è il momento di essere innaffiate, le scarpe da ginnastica trasmettono tempi, velocità e distanza per gareggiare in tempo reale con persone dall’altra parte del globo, i vasetti delle medicine avvisano i familiari se si dimentica di prendere il farmaco. Tutti gli oggetti possono acquisire un ruolo attivo grazie al collegamento alla Rete.

Nuovi sviluppi portano nuove minacce per la sicurezza: nel momento in cui un televisore o un altro elettrodomestico diviene un device programmabile e con un accesso ad Internet, è possibile che venga riprogrammato per eseguire operazioni che non gli sono proprie. Sono già realtà applicazioni malevole in grado di infettare le smart TV e annetterle in una botnet, quindi non mi meraviglierò troppo il giorno in cui scoprirò che durante la notte il mio frigorifero è diventato un signore del cybercrime e domina un giro di riciclaggio che si dirama nel sud-est asiatico partendo dalla mia cucina…

Su questo tema, vi rimando a un interessante articolo pubblicato da Wired proprio in questi giorni.


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