Ago 5 2016

BSL – Ora tocca ai cittadini

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Poco più di un anno fa prendeva il via il progetto Brescia Smart Living. Se ancora non sapete cos’è il primo grande prototipo bresciano della città smart che coinvolge quasi 5mila cittadini su due quartieri, vi invito a visitare il sito del progetto a questo link.
I progetti smart city funzionano tutti più o meno così: ci sono delle intuizioni, c’è la tecnologia, c’è una richiesta di servizi, si provano -integrandoli- su un’area della città (quindi in un contesto reale) e poi, quello che funziona (leggi: che è efficace, efficiente ed economico) lo si estende e/o si replica.
In Brescia Smart Living ci sono tanti aspetti di progetto che vengono sviluppati. E per capire se possono essere davvero utili al resto della città, da oggi il progetto apre un sondaggio pubblico sui bisogni dei cittadini.
Qui c’è un questionario che potete compilare se avete voglia di dire ai partner di progetto quanta energia consumate durante la vostra vita, come percepite il benessere vostro e dei vostri famigliari, quali servizi vi aspettate da una città smart. Vi occorrono 20 minuti ed è meglio se lo fate da casa vostra (perché vi verranno fatte domande anche sulle tipologie di elettrodomestici che utilizzate).
E qui, invece, trovate il dettaglio di chi raccoglie i dati e dell’uso che ne fa.

[questo post è apparso sul blog del Corriere della Sera]


Mar 10 2016

Fujisawa : la città fatta solo di futuro

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Per realizzare il suo prototipo di smart city, il colosso Panasonic ha scelto una strada sempre più battuta: non l’innesto di tecnologia in ambienti urbani già esistenti, bensì la creazione da zero di una nuova città, Fujisawa.
Un modello di cui abbiamo visto i buoni esiti anche noi, nel nostro piccolo, con il sito Expo’ 2015, realizzato da Cisco con un’integrazione e una pervasività tecnologica mai sperimentata fino ad ora.
Ma qui si apre il quesito: un conto è un sito di circa 2 kmq dedicato a un evento internazionale; ben altra questione è una città creata dal nulla.
Per quanto dotata di ogni comfrot e di tutti gli optional possibili, a livello di singola unità abitativa così come di distretto, può esserci una città che nasca e cresca senza arrivare prima da una storia umana, da un fattore che unisca le persone prima delle reti e delle infrastrutture?
Fino ad oggi, Continue reading


Nov 28 2015

ISTRUZIONI PER FARE UN GRUPPO WAZZUP DI GENITORI E VIVERE TUTTI FELICI

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La scuola è iniziata. E dunque sono iniziate tutte quelle cose che rendono la scuola un laboratorio di vita che impone tutta una serie di impegni e sfide a cui la famiglia deve far fronte unendosi. Come le riunioni e le rappresentanze, piccolo laboratorio di politica partecipata. O le rivendicazioni infinite sulla scarsa qualità delle strutture e le scarse dotazioni, fondamento delle future rivalse a nome della fu legge 626. O la divisione del fronte a difesa o contro gli insegnanti, che poverini sono sottopagati sottostimati sottovalutati e che però sono anche immuni da un meccanismo di merito, sono ipergarantiti e si fanno -puliti puliti- 120 giorni di vacanza retribuita. O i famigerati laboratori, che prevedono i lavoretti, che prevedono il reperimento di materiali rarissimi e praticamente introvabili. E poi ci sono i calendari da rispettare (ferie? e chi ce le ha le ferie?), le battaglie moralistiche (la mensa fa schifo, chi è povero può starsene a casa sua, lo stato è laico ma il crocifisso con il cristo ariano bianco e biondo non lo spostiamo di un millimetro), i pericoli che sono colpa delle tecnologie e non del fatto che la gente, che sia connessa oppure no, esercita ampiamente il suo diritto all’imbecillità, pubblica e privata, come il bullismo, la diffamazione e gli account social per tutta la famiglia, dal fratellino neonato al gatto.
In tutto questo marasma, mentre pregano che l’anno scolastico dei loro figli non sia costantemente segnato dalle battaglie tra insegnanti, dirigenti scolastici e direttori di distretto, i genitori si organizzano come possono, autonomamente, utilizzando quello che è uno strumento davvero utile per informare e condividere: la rete.
In principio furono i gruppi su Facebook. Poi arrivarono quelli su Wazzup: più facile, più veloce, più immediato.
Se avete almeno un figlio, avete anche voi almeno un gruppo genitori Wazzup per ogni attività che vostro figlio frequenta, dalla scuola allo sport, dalle festine ai gruppi di mutuo consiglio educativo.
E se è vero che interagire tra genitori è bello e utile, è anche vero che bisogna farlo per bene. Dunque, eccovi un piccolo manuale di sopravvivenza e corretto utilizzo dei gruppi genitori su Wazzup. Continue reading


Nov 26 2015

Un Hangar per l’arte

L'ingresso di Hangar Barcelona

L’ingresso di Hangar Barcelona

Con l’occasione della riunione semestrale del Join Programme, che questa volta si è tenuta a Barcellona, mi sono presa qualche ora per visitare un posto di cui avevo sentito parlare e che, mi era stato detto, avrebbe potuto essere un modello per BREND.
Si tratta di Hangar Barcelona, o meglio Hangar.org: una fondazione che ha come scopo la promozione e la tutela della produzione e della condivisione dell’arte e della creatività, in tutte le sue forme e quale pilastro fondante di una cultura del bene comune e della comunità, come ricorda -con parole loro- il Rapporto 2014:

Aquestes accions han tingut un molt bon resultat i estan conformant una comunitat informal però fidelitzada que ens ajuda a generar un espai on es creuen i es comparteixen sabers i habilitats, un lloc per construir artefactes i discursos de diversa índole en codi sempre obert.

Nata quasi vent’anni fa per volontà dell’Associazione degli artisti catalani (AAVC) è oggi un centro multi-servizio che accompagna e sostiene la nascita e lo sviluppo di progetti d’arte, fornendo agli artisti e ai creativi servizi di supporto, tutoraggio e comunicazione necessaria a farsi conoscere. Qui potete trovare nel dettaglio cosa fa Hangar e come lo fa. Oltre agli atelier e agli spazi comuni, come la cucina o la sala gioco, ci sono aule attrezzate per la formazione, grandi spazi a disposizione degli ospiti, studi e atelier riservati e accessibili 24/7, un laboratorio di elettronica, uno schedario e archivio, postazioni multimediali e una residenza per gli ospiti.
Si accede ad Hangar mediante presentazione di un progetto artistico. Si può avere diritto a una sovvenzione con una piccola somma e l’alloggio gratuito in residenza (in media, tra i sei e i dodici mesi) oppure si può affittare uno studio con un costo compreso tra i 70 e i 150 €.
Hangar ha personale a disposizione che supporta gli artisti, trova esperti e tecnici, li assiste nelle fasi più critiche di realizzazione delle opere. Se poi i creativi necessitano di competenze specifiche, vengono messi in contatto con professionisti con i quali trattano direttamente.
Internamente, c’è anche uno spazio di co-working e un ufficio comunicazione che svolge servizi anche per terzi.

Hangar.org è oggi una fondazione. Continue reading


Apr 19 2015

Tutto quello che le app non dicono (ma fanno)

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Il Corriere della Sera mi ha chiesto un pezzo sulle app che cambiano in meglio la vita in città. È stato pubblicato ieri, sabato 18 aprile. Ma se ve lo siete persi, eccolo qui.

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Lampioni, semafori, asfalto, cassonetti, videocamere, autobus, biciclette, macchine: quando fai un elenco -anche sommario- della tecnologia che popola la città è un po’ come avere un improvviso risveglio. Noi facciamo la nostra vita e tutt’intorno la città non si spegne mai. È proprio nella città disseminata di sensori, che produce in continuazione dati, che il virtuale e il reale si incontrano. Come in Matrix, quando il protagonista “apre gli occhi” e realizza che la realtà che ha sempre conosciuto esiste anche come dato alfanumerico, come stringa di codice, come coordinata georeferenziata. In questo regno di mezzo dove i vivi abitano insieme a dispositivi intelligenti, si parla di cittadini sensori e di città interfaccia: noi stessi, che ci portiamo addosso tecnologia di ogni tipo (che produce, registra, condivide dati senza interpellarci), siamo parte di questo ecosistema virtualmente reale che rientra sotto il nome di “internet delle cose”. Ecco: le app sono il passaporto per usare anche l’altra città, quella dei dati, connessa, ubiqua. Con un dispositivo connesso in mobilità, uno smartphone o un tablet, tutti possiamo diventare Thomas A. Anderson, detto Neo, il protagonista di Matrix. Continue reading


Feb 15 2013

Storify | Convegno smart city e real estate – Brescia 13.02.2013

Mercoledì 13 febbraio negli spazi dell’Auditorium San Barnaba a Brescia si è tenuto il convegno “Smart City e real estate” organizzato da Edizioni Dodici.
Di seguito lo storify della seconda edizione, aperta alle h.15 con i saluti del Sindaco Adriano Paroli e moderata dal direttore del Corriere della Sera Brescia Massimo Tedeschi. Continue reading


Gen 5 2013

Smart > Senseable > Visible > Collaborative

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Come lo riconosci un tema caldo?
È quello di cui tutti vogliono discutere e, non trovando altri argomenti, finiscono per impuntarsi sul lessico.
Per la smart city va così.
Si è partiti con “smart”. E tutti a chiedersi cosa significasse.
Capito che non c’è un significato vero, ecco spuntare le sfumature.
Italian style, dicono all’estero. Come il fatto che gesticoliamo sempre troppo ogni volta che parliamo, ancora di più se lo facciamo in una lingua straniera. Niente da fare: ognuno ci vuole mettere la sua impronta. Continue reading


Dic 24 2012

Una web survey per progettare la conciliazione smart

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Questo articolo è comparso sul Corriere della Sera del 22 dicembre 2012 e potete leggerlo qui.

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Il Distretto della Conciliazione: una palestra per la smart city

È il 22 dicembre. Oggi ci siamo svegliati nel primo giorno dopo la fine del mondo. La buona notizia è che ci sono dei sopravvissuti: tutti. Ma un piccolo funerale ieri c’è stato: è tramontata l’epoca delle illazioni e si è fatto un piccolo passo importante verso la realizzazione concreta di Brescia Smart City. Poco prima di pranzo, infatti, nella sala consigliare di Palazzo Loggia AIB Femminile plurale, CISL, CNA, Confartigianato, Confcooperative, UCID, Forum delle famiglie, l’ente Spedali Civili e il CUG, ACLI, l’MCL, la Provincia, il COPAM, varie associazioni e cooperative hanno tutte sottoscritto l’atto che costituisce il cosiddetto Distretto della Conciliazione. Più o meno, si tratta di un censimento continuo, complesso e integrato di tutto ciò che rientra nel grande tema della conciliazione e dei tempi di utilizzo della città. Un concetto difficile da inquadrare, ma che ognuno di noi ha sperimentato nel suo piccolo ogni volta che si è trovato a dividere lo stesso ambiente quotidiano con altre persone. Quando vuole semplificare al massimo il concetto, l’assessore Claudia Taurisano fa l’esempio del bagno di casa: la mattina in famiglia abbiamo tutti fretta e dobbiamo prepararci alla giornata ognuno a modo suo. E il bagno è proprio la stanza che, dovendo tutti utilizzare, finisce per unirci (fisicamente) e dividerci (scontrosamente). Certo: la città non è certo un bagno; ma il concetto calza. Continue reading


Nov 12 2012

Essere smart è un diritto

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Questo articolo è comparso sul Corriere della Sera del 5 novembre 2012 e potete leggerlo qui.

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Brescia: la smart city è meglio dei suoi cittadini
La smartness è un diritto di tutti

«Un nuovo genere di bene comune, una grande infrastruttura tecnologica e immateriale che faccia dialogare persone e oggetti, integrando informazioni e generando intelligenza, producendo inclusione e migliorando il nostro vivere quotidiano». Quando parla di città intelligente, è così che la definisce il Ministro Francesco Profumo. La sua politica è decisamente improntata alla competizione: i bandi su cluster e smart city servono a selezionare dei “campioni” in grado di arrivare in Europa con determinazione e forza, leader di squadre estremamente motivate, con talento e risorse per affrontare sfide ai massimi livelli. L’ultimo bando scade il 9 novembre. Anche Brescia risponderà, raccogliendo la sfida. Continue reading


Giu 27 2012

Una smart city dai capelli grigi

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Questo articolo è comparso sul Corriere della Sera del 26 giugno 2012 e potete leggerlo qui.

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PROGETTI PER IL FUTURO DI BRESCIA
Una smart city dai capelli grigi
Esiste anche un digital divide anagrafico. Una criticità particolarmente rilevante per l’Italia, Brescia compresa. La smart city deve essere a misura di tutti. Anche degli anziani

Nella smart city, tema emergente nel dibattito pubblico bresciano, la priorità da affrontare si chiama digital divide , che potremmo tradurre come esclusione dall’accesso. Una gamma complessa di fattori (spesso interdipendenti) di natura economica, culturale e sociale determinanti per la partecipazione alla città intelligente. L’ultimo rapporto del Wef (World Economic Forum) intitolato «Vivere in un mondo iperconnesso» piazza l’Italia al 48° posto su 142 Paesi. In Europa siamo 26esimi dopo Croazia e Montenegro. Continue reading