Agenda Digitale: luci e ombre del D.L. 179

In un articolo che merita un’attenta lettura, i 95 soci degli Stati Generali dell’Innovazione (tecnicamente: associazione statigeneralinnovazione.it) analizza i pro e i contro del D.L. 179/2012 di cui già abbiamo parlato e di cui, evidentemente, parleremo sempre più spesso.
Riassumendo, l’associazione ritiene che il Decreto nella sua seconda (e definitiva) versione abbia trascurato aspetti fondamentali con

la cancellazione dell’alfabetizzazione digitale, il commercio elettronico, la fibra dei cittadini, quasi nulli i vantaggi per le startup innovative e gli incentivi alla crescita

Sostegno e apprezzamento al DL, invece, per il metodo con cui è stato redatto e per i capitoli che riguardano gli open data, compresi il riuso, l’accessibilità, l’integrazione e l’interoperabilità nonché le comunità intelligenti (con l’obiezione di un’assenza pressoché totale di chiarezza nella definizione di come e/o cosa possa essere una community intelligente se di base non si investe su alfabetizzazione digitale, se restano confusi la composizione del Comitato e gli organi di consultazione).
Plauso inoltre per:

l’impegno del governo, con l’Agenzia, a redigere il piano strategico, che oggi manca, entro 60gg;
la previsione di audit di sicurezza sull’Anagrafe della Popolazione Residente;
la puntualizzazione sugli strumenti da utilizzare per il documento digitale unificato;
l’impegno a definire le Basi di Dati “critiche”, da trattare in modo particolare sulla qualità dei dati;
la possibilità data a chiunque (e non solo agli interessati) di chiedere l’apertura dei dati pubblici;
l’impegno a precisare in modo specifico i casi eccezionali in cui può non valere l’obbligo di apertura dei dati;
l’impegno delle amministrazioni a redigere ed attuare un “piano per la realizzazione del telelavoro”.

Consapevoli che le scadenze elettorali siano una priorità, attendiamo comunque fiduciosi la pubblicazione delle linee guida del Decreto, sperando che dopo questo intenso anno anche la politica si sia definitivamente convinta che il ritardo nazionale sulla cultura digitale è un freno che va rimosso.

Nel frattempo, vi segnalo che il 23 Febbraio a Roma è in programma il primo Open Data Day italiano.


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